Basilica di San Lorenzo Maggiore
La Basilica di San Lorenzo Maggiore è uno dei più antichi complessi monumentali di Napoli. Si trova nel centro storico della città, presso piazza San Gaetano, ossia nella zona in cui sorgeva l'agorà greca. Essa risale al XII sec. e conserva l'interno gotico. Il poeta Giovanni Boccaccio la defini "grazioso e bel tempio", mentre nel 1346 lo scrittore Francesco Petrarca dimorò nell'annesso convento. Oggi, oltre a quello già fruibile, un nuovo percorso archeologico è tornato alla luce dopo gli interventi e gli scavi nel complesso conventuale di San Lorenzo Maggiore. Dal 20 maggio 2009, turisti e cittadini potranno infatti visitare un'area archeologica quasi raddoppiata grazie ai nuovi scavi che hanno restituito nuove tracce della vita passata di Napoli, come testimonianza di una città che non ha mai smesso di vivere. Gli scavi, eseguiti dalla Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, hanno riportato alla luce decorazioni, mosaici e edifici di pregio, che si sono conservati in buono stato sotto il complesso di San Lorenzo.
Il complesso è aperto dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 17.30, mentre la domenica anticipa l'orario di chiusura alle 13.30. Il costo del biglietto è: euro 5.00 (intero), euro 3.00 (ridotto, scolaresche e persone con età maggiore di 65 anni e minore di 18).
Per raggiungere la Basilica di San Lorenzo Maggiore bisogna arrivare a via Duomo e successivamente svoltare per via dei Tribunali. A 300 metri circa si trova piazza San Gaetano e quindi la Basilica. A via Duomo si arriva con:
- metropolitana (stazioni Cavour e Montesanto);
- ferrovia cumana Sepsa (stazione Montesanto);
- bus Anm (linee CS, R2, 201 ed E1).
Per prenotazioni: Tel. 081/2110860 - Fax. 081/4421180 - Mail. info@sanlorenzomaggiore.na.it
Castel Nuovo - Maschio Angioino
Verso il mare, in posizione elevata, spicca la poderosa mole turrita del Castel Nuovo - così chiamato per essere distinto dai più antichi castelli dell'Ovo e Capuano - anche detto Maschio Angioino, dal nome dei suoi primi fondatori. Fatto costruire sul finire del Duecento da Carlo I° d'Angiò, il castello fu quasi completamente rifatto da Alfonso I° d'Aragona nel XV sec., dopo le distruzioni subite durante le numerose guerre per il dominio del Regno di Napoli. Numerose furono le aggiunte e le trasformazioni, soprattutto nel sec. XVIII. Oggi, dopo un ultimo restauro avvenuto nel primo Novecento, Castel Nuovo presenta l'aspetto che probabilmente aveva nel Rinascimento: pianta trapezoidale circondata da fossato, con cinque possenti torrioni merlati e, sul lato ovest, il celebre Arco di Trionfo, una magnifica opera realizzata sul modello degli antichi archi monumentali romani, per celebrare l'ingresso a Napoli di Alfonso I° d'Aragona, avvenuto nel 1443.
Il castello, ubicato a pochi passi da piazza Municipio accanto Palazzo Reale, è aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00. Chiusura settimanale prevista la domenica. Il costo del biglietto è di: euro 5.00 (intero), euro 4.00 (ridotto o per gruppi di almeno 15 persone), euro 2.50 (possessori di Arte Card o studenti universitari muniti di libretto e valido documento di identità).
Castel Nuovo è facilmente raggiungibile:
- con la Funicoplare Centrale (fermata piazza Augusteo);
- in autobus con numerose linee Anm (tra cui R2 - R3 - C/25);
- dalle altre località costiere grazie ai numerosi collegamenti marittimi (stazione marittima Molo Beverello);
- in taxi.
Per prenotazioni: Tel. 081/7955877
Castel dell'Ovo
Sull'antico isolotto di Megaride sorge imponente il Castel dell'Ovo. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all'uovo che il sommo poeta Virgilio avrebbe nascosto all'interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l'uovo, fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da " quell'ovo pendevano tutti li facti e la fortuna di Castel Marino". Le cronache raccontano anche del mito della sirena Partenope (III sec. a.C.), che pare fosse la più bella sirena del Golfo, sepolta secondo la leggenda nel luogo in cui oggi sorge il Castello. Proprio lì sembra inoltre sia stata sepolta la patrona di Napoli, Santa Patrizia. Uno splendido intreccio, quindi, tra sacro e profano, che si fonde tra le mura di uno dei più antichi castelli partenopei.
Ubicato in via Eldorado nr. 3 (presso via Partenope - Borgo Marinaro), Castel dell'Ovo apre al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00; il sabato e la domenica dalle 8.00 alle 14.00. Il Castello è completamente accessibile per le persone disabili. Non è previsto inoltre il biglietto di ingresso.
Trasporti: il Castello è facilmente raggiungibile con le linee ANM (1 - R2 - 152) e CTP (M1/NB - M1/N). Si consiglia anche l'uso del taxi o della Funicoplare Centrale (fermata piazza Augusteo - e da lì percorrere a piedi il tratto che va da piazza del Plebiscito al Castello). Non è possibile parcheggiare dinanzi all'edificio, per cui è sconsigliabile raggiungere il Museo con auto propria.
Per maggiori dettagli: Tel. 081/795459 - Fax. 081/7954598 - Mail. casteldellovo@comune.napoli.it
Museo Archeologico Nazionale
Il palazzo che ospita l'attuale Museo Archeologico Nazionale fu iniziato nel 1586 come cavallerizza su commisione di Don Pedro Giron, viceré di Napoli dal 1582 al 1586. Trasformato verso la fine del XVIII sec. in Real Museo e in Palazzo dei Vecchi Studi, ospitava collezioni archeologiche provenienti da Ercolano, Pompei e Stabia. Sotto il regno dei Borboni, fra il 1806 e il 1834, accolse le raccolta di Capodimonte e della Real Villa di Portici, del cardinale Stefano Borgia e di Carolina Murat. Denominato in seguito Real Museo Borbonico divenne anche sede della collezione di Stefano Borgia di Velletri, comprendente sculture greco-romane e antichità egiziane. Tra il 1863 e il 1875, l'archeologo Giuseppe Fiorelli aveva riorganizzato le numerose collezioni secondo una disposizione seguita poi dai colleghi Paolo Orsi e Vittorio Spinazzola. Nel 1910 per la prima volta il Museo ebbe una sezione autonoma per i mosaici di Pompei ed Ercolano. Dal 1957 è destinato alle sole raccolte di antichità.
Il Museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00 (ingresso sino alle ore 19.00). Riposo settimanale il martedì. Il costo del biglietto è di: euro 6.50 (intero), euro 3.25 (ridotto), gratuito (per i visitatori d'età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65, italiani e di numerosi Paesi il cui elenco è disponibile presso la biglietteria). Entrano gratis anche gli insegnati delle scuole statali e gli studenti universitari di alcune facoltà di materie attinenti che presentino il libretto e il documento di identità). Previsto il biglietto cumulativo al costo conveniente di euro 8.50 (con validità 3 giorni) comprensivo della visita al Museo Archeologico dei Campi Flegrei e ai monumenti archeologici di Pozzuoli (Anfiteatro e Tempio di Serapide - Macellum), Baia (Parco delle Terme e Parco Monumentale) e Cuma (Parco Archeologico e Acropoli). Con Arte Card al costo di euro 13.00 (intero) e euro 8.00 (ridotto) è possibile visitare gli altri musei cittadini, statali e civici (validità 60 ore). Il Museo è quasi per intero percorribile con sedie a rotelle.
Trasporti: si consiglia l'uso del taxi e delle due linee di Metropolitana (Cavour e Museo). Numerosi autobus fermano nelle immediate vicinanze del Museo. Da Sorrento, Pompei o Ercolano il Museo può essere raggiunto tramite Ferrovia Circumvesuviana e Metropolitana. Non è possibile parcheggiare dinanzi all'edificio, per cui è sconsigliabile raggiungere il Museo con auto propria.
Per prenotazioni: Tel. 081/5441494 - Fax 081/440013
Museo Archeologico di Pithecusae - Ischia
lI Museo Archeologico di Pithecusae illustra la storia dell'isola d'Ischia, dalla preistoria all'età romana, ed impegna il primo piano della villa principale del complesso (Villa Arbusto). Al piano terra è allestita una Sezione Geologica, destinata a illustrare in che misura, in un'isola vulcanica quale è Ischia, i fenomeni vulcano-tettonici abbiano influito sulla vita degli uomini. Numerosi e importantissimi sono i reperti relativi all'insediamento greco di Pithecusae (vasi pitecusani), fondato nel secondo quarto dell'VIII secolo a.C. da greci provenienti dall'isola di Eubea. Già agli inizi del VII secolo a.C., per motivi politici legati allo sviluppo di Cuma sulla terraferma, si registra un progressivo declino dell'importanza di Pithecusae: dei templi che dovevano sorgere sull'acropoli del Monte di Vico vi sono però testimonianze di terrecotte architettoniche. In età romana l'isola, che assume il nome di Aenaria, fu flagellata da numerose eruzioni vulcaniche, tanto che i romani non vi si stabilirono così massicciamente. Le principali testimonianze di questo periodo consistono pertanto non nelle pur numerose tombe romane, dal corredo assai povero, quanto nei rilievi votivi in marmo dal santuario delle Ninfe, presso Nitrodi (Barano), e nei lingotti in piombo e stagno della fonderia sommersa di Carta Romana (Ischia).
Il Museo Archeologico di Pithecusae si trova ad Ischia in Corso Angelo Rizzoli nr. 210 (Lacco Ameno di Ischia) ed è aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 nel periodo invernale invernale, mentre osserva l'orario 14.00-20.00 nel periodo estivo. Il lunedì il museo resta chiuso. Una volta giunti sull'isola il museo è raggiungibile da tutti e sei i comuni ischitani con i mezzi pubblici Sepsa.
Per prenotazioni: Tel. 081/900356; 081/980777; 081/3330288; 081/900356 - Fax. 081/900183 - Sito Web www.maphitec-archeo-na.campaniabeniculturali.it
Museo Archeologico virtuale di Ercolano (MAV)
Il Museo archeologico virtuale di Ercolano rappresenta un suggestivo itinerario per i turisti e cittadini che vogliono immergersi nei percorsi culturali dell'archeologia, un viaggio nella grande installazione con più di 30 interfacce visive, immersive e virtuali, che ricostruisce la vita quotidiana delle aree archeologiche del Napoletano prima e dopo l'eruzione pliniana del 79 d.C. con effetti speciali e riproduzioni sapienti. Il percorso, della durata di circa un'ora, si snoda su 1.500 metri quadrati di superfice e 1.200 metri lineari di pareti trattate con intonaco romano a calce ad encausto che delimitano un percorso visivo e tattile. Ad accogliere il turista una prima sala dedicata all'illustrazione multimediale del concetto di 'intelligenza connettivà, poi il virtuale vero e proprio tra il suono delle voci e i volti degli antichi ercolanesi, che si rivolgono al visitatore raccontando la loro storia. Da qui l'iter nella ricostruzione dei cunicoli borbonici, dove rivive il passato portato alla luce da campagne di scavo. Sulle pareti le pitture di epoca pompeiana, a terra specchi di acqua finta con pesci e vegetali: agitando la mano sarà possibile far rivivere quei mosaici. Una parete "infranta", un fascio di luce mostrerà parte di Villa dei Papiri. Il viaggio prosegue al di la' dei cunicoli dove un sottilissimo muro d'acqua nebulizzata, raffigurante una nube piroclastica, apre la strada verso aree urbane vive, scene agresti, interni delle case.
Da ammirare il Cave (o caverna): un'enorme stanza di luce sulle cui pareti si proiettano giardini, cortili delle case di Pompei, Stabia ed Ercolano e ripropone effetti speciali, e un alternarsi di luci e ombre. Suggestivo il percorso attraverso una strada affollata da donne al mercato, venditori e comuni cittadini: è la Soundgallery dove sensori riconoscono il visitatore e in base alla sua identità, ai tempi di sosta, produce suoni spazializzati che comunicano congiure, parole, sensazioni. Per magia, il ritorno alla vita in una stanza illuminata da fasci di luce con al centro un tavolo interattivo molto utile agli alunni di scuole medie e superiori che darà notizie sulla vita, gli usi e i costumi degli antichi abitanti. L'area delle Terme e il Lupanare, con le immancabili pitture erotiche conducono alla stanza del Foro Pompeiano dove sarà possibile assistere ad una intera giornata di vita degli antichi abitanti. Un fascio di luce ci riporta nella stanza della eruzione del 79 d.C. con pannelli figurativi. Il ritorno alla realtà prosegue al piano superiore: nell'Auditorium del MAV su richiesta c'è la possibilità di vedere filmati sulla eruzione in diretta delle città antiche. Nella Galleria, al primo piano, fino al 20 agosto e gratuitamente c'è la mostra fotografica "Herculaneum Art" di 14 artisti campani.
Il Mav si conferma una delle mete dell'estate per i tanti appassionati di arte e archeologia che anche a Ferragosto potranno ammirare tesori e ricchezze della zona vesuviana. Il MAV resta aperto dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle 18.00 (ultima discesa ore 17.30).
Museo del Tesoro di San Gennaro
Il Museo del Tesoro di San Gennaro - patrono della città di Napoli - pur esponendo le opere e le testimonianze della grande civiltà di un popolo millenario è un museo molto giovane. Si tratta di un Polo Museale di pregiatissimo valore storico-artistico, culturale e spirituale dedicato alle straordinarie opere appartenenti al Tesoro del Santo e alla bellissima Sacrestia con affreschi di maestri come Luca Giordano, il Domenichino, Massimo Stanzione e altri. Antichi documenti, oggetti preziosi, argenti, gioielli e dipinti di inestimabile valore che, nel corso dei secoli, sovrani, papi e uomini illustri hanno donato per devozione al Santo, hanno trovato e troveranno in questa sede una propria collocazione e soprattutto consentono, in varie fasi, l'allestimento di mostre.
Aperto dalle ore 09.00 alle 17.00 nei giorni feriali e dalle 09.00 alle 14.30 nei giorni festivi, il Museo è ubicato nel centro storico di Napoli, in via Duomo, ed è facilmente raggiungibile da ogni parte della città con i mezzi pubblici ANM e con la Linea 1 (stazione Museo) e la Linea 2 (stazioni Cavour e Montesanto) della Metropolitana.
Il costo del biglietto è: euro 6.00 (aduti), euro 4.50 (under 18, over 65 e studenti muniti di libretto universitario), euro 3.50 (per scolaresche). I visitatori muniti di Arte Card hanno diritto allo sconto del 25%. Previsto inoltre il "Biglietto Unico Integrato" con il quale è possibile visitare più siti museali vicini tra loro. Il vantaggio di questo tour consiste nella possibilità di effettuare uno straordinario itinerario nell'arte, nella cultura, nella religione, nella storia e nell'archeologia di Napoli, il tutto concentrato in una ristretta area percorribile a piedi. Il Museo chiude il lunedì, ma apre su prenotazione per gruppi di almeno 20 persone.
Per prenotazioni: Tel. 081/3723712 - Fax 081/3723730 - Mail info@museosangennaro.com
Museo di Arte Contemporanea Donna Regina - M.A.D.R.E
Il Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E) sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Museo del Tesoro di San Gennaro. Il Museo deve il suo nome all'edificio che lo ospita, il Palazzo Donnaregina, che sorge vicino al Monastero di S. Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi nel XIII sec. e poi ristrutturato nel 1325 da Maria d'Ungheria, moglie di Carlo II° d'Angiò. Dell'antico complesso conventuale restano oggi due chiese: quella omonima che si affaccia in piazza Donnaregina (costruita in epoca barocca) e quella trecentesca di Donnaregina Vecchia in stile gotico. Nel 2005 la Regione Campania acquista Palazzo Donnaregina con fondi della Comunità Europea. L'intento è quello di costituire il primo Museo regionale in Campania in grado di confrontarsi con istituti museali di livello internazionale. Il 10 giugno 2005 il M.A.D.R.E inaugura i propri spazi con l'apertura degli allestimenti site specific nelle sale del primo piano. Nello stesso anno viene inaugurata la collezione storica ospitata al secondo piano. Infine, nell'aprile 2006, la grande mostra antologica dedicata a Jannis Kounellis (esponente di spicco della cosiddetta "arte povera") segna l'apertura al pubblico delle sale del terzo piano destinate alle esposizioni temporanee.
Il Museo apre dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 21.00 ed osserva il martedì un giorno di chiusura. Il sabato e la domenica resta aperto sino alle ore 24.00 per permettere soprattutto ad un pubblico giovane di fruire delle opere contemporanee. Il costo del biglietto è di euro 7.00 (intero), euro 3.50 (ridotto), euro 4.00 (per gruppi di almeno 30 persone che abbiano effettuato regolare prenotazione). Il lunedì l'igresso è gratuito. Entrano gratis anche giornalisti muniti di tesserino, insegnanti accompagnatori e bambini di età fino a 6 anni.
Il Museo è raggiungibile:
- dall'aeroporto di Capodichino e dalla Stazione Centrale;
- in taxi (circa 10/15 min.);
- in autobus (3/S con partenza ogni 15 min. - scendere a piazza Garibaldi);
- con alibus (partenza ogni 30 min. - scendere a piazza Garibaldi - da qui metropolitana Linea 2, con fermata Cavour).
Per prenotazioni: Tel. 081/1933016 o 081/19313016 - Sito Web www.museomadre.it
Palazzo Reale di Capodimonte - Museo
Il Palazzo Reale di Capodimonte è ubicato in Via Miano nr. 2, nell'area adiacente all'omonimo Bosco dove nel 1734 re Carlo III di Borbone aveva deciso di creare una grande riserva di caccia e una residenza di Corte, in suggestiva posizione panoramica sul golfo e sulla città sottostante.
Esso ospita oggi la ricchissima collezione farnesiana ereditata dal re e la stessa collezione borbonica, le quali costituiscono i nuclei principali del patrimonio museale di Capodimonte. Il Museo si sviluppa su tre piani: il primo piano ospita, oltre all'appartamento storico, la ricca collezione Farnese; al secondo piano vi è collocata la galleria napoletana, ed infine, al terzo piano è esposta la collezione di opere ottocentesche e di arte contemporanea.
Il Museo è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso il mercoledì. I costi dei biglietti sono: euro 7.50 (intero), euro 6.50 (dopo le ore 14.00), euro 3.75 (ridotto o per cittadini dell'Unione Europea tra i 18 e i 24 ann), gratuito (per cittadini dell'Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni, o per studenti universitari muniti di libretto e documento di identità), euro 5.00 (scolaresche). Previste anche visite per gruppi di almeno 25 persone (prenotazione obbligatoria al numero 848.800.288 o allo 081/7499111 - Fax 081/7445032).
Il Palazzo Reale di Capodimonte è raggiungibile:
- dall'autostrada A3 Napoli-Salerno uscita tangenziale di Napoli (svincolo Capodimonte);
- dall'aeroporto Alibus fino a piazza Municipio e autobus (C/63 - R4);
- in autobus da piazza Museo (178 - M2 - 201) o da piazza Dante (C/63 - R4);
- con la metropolitana linea 2 direzione Pozzuoli (fermata Montesanto o Cavour);
- dalla stazione marittima (porto di Napoli) con autobus da piazza Municipio (C/63 - R4).
Palazzo Reale di Caserta - Reggia
Commissionata nel 1751 da Carlo di Borbone all'architetto Luigi Vanvitelli, la Reggia di Caserta doveva rappresentare, sull'esempio della Reggia di Versailles di Luigi XIV, l'autorevolezza del potere reale. Essa vanta una scenografia spettacolare con giardini e corsi d'acqua, una sorta di città ideale organizzata secondo i più avanzati criteri del tempo. I meticolosi documenti contabili di Corte attestano il costo della Reggia: una cifra enorme per l'epoca, ben 6.133.507 ducati. Attenta fu la scelta dei materiali: il tufo di San Nicola La Strada, il travertino di Bellona, la calce di San Leucio, la pozzolana di Bacoli, il laterizio di Capua, il ferro di Follonica, il marmo grigio di Mondragone e quello bianco da Carrara. L'assetto del parco è diviso in tre parti. Elemento essenziale sono i giochi d'acqua che scaturiscono dalle fontane disposte in asse con la Reggia: la fontana detta del Canalone, la vasca dei tre delfini, la Fontana di Eolo, la fontana successiva detta Zampilliera ed un'ultima fontana prima delle suggestive cascate. Il Giardino inglese nacque invece per volontà di Maria Carolina d'Austria. Mirabili sono gli Appartamenti Reali che comprendono, fra l'altro, la sala del trono preceduta da anticamere, l'appartamento del re e quello della regina. Ultimo capolavoro da visitare è poi il Teatro, nel lato occidentale del Palazzo, con cinque ordini di palchi e un sontuoso palco reale.
La Reggia si trova in via Douhet nr. 22 a Caserta. Il costo del biglietto è di 6.00 euro (biglietto cumulativo: appartamenti storici, Mostra Terrae Motus, Parco e Giardino inglese); 4.20 euro (solo Appartamenti storici e Mostra Terrae Motus); 2.00 euro (solo Parco e Giardino inglese); ingresso ridotto a metà prezzo (per cittadini dell'Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali). L'accoglienza massima giornaliera è di 500 persone. Per accedere al Parco in bicicletta il biglietto del parco è maggiorato di 1.00 euro. Attive audioguide in italiano, inglese, francese e tedesco: 3.62 euro (singola); 5.16 euro (per due persone).
Caserta dista 28,3 km dall'aeroporto di Napoli-Capodichino. Chi viaggia in automobile può servirsi dell'autostrada A1, uscire a Caserta/Nord e parcheggiare in Piazza Carlo III°. Per chi viaggia in treno si scende alla stazione di Caserta. Sono inoltre disponibili numerose corse di servizio pubblico in autobus da e per Caserta, gestite da ACMS (tel. 0823 - 321252) e CTP (numero verde: 800 - 482644).
Maggiori dettagli: Tel. 0823/448084 o 0823/277380 o 0823/462078 (biglietteria) - Fax 0823/220847 o 0823/447147 - e-mail reggiadicaserta@tin.it - Sito Web: www.reggiadicaserta.org
Scavi di Ercolano
Situata su un promontorio alle pendici del Vesuvio, la cittadina di Ercolano all'epoca della devastante eruzione del 79 d.C. era un centro satellite della vicina Napoli, con carattere essenzialmente residenziale e non soprattutto commerciale come Pompei. Diversamente da questa Ercolano, al momento dell'eruzione, fu seppellita da una colata di fango e detriti vulcanici che diedero luogo, solidificandiosi, ad una sorta di banco tufaceo che ha conservato al suo interno (molto meglio che a Pompei) le parti superiori delle costruzioni e una vasta gamma di materiali organici come legno, tessuti e resti di cibo, per cui si offre una visione unica della vita privata antica. Da visitare all'interno degli scavi è la maestosa Villa dei Papiri, considerata uno dei capolavori dell'arte antica, in quanto ha permesso di svelare molti misteri di Ercolano e Pompei grazie al ritrovamento di numerosi papiri.
Gi scavi, siti in Corso Resina nr. 1 ad Ercolano, sono aperti tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00). La Villa dei Papiri è invece visitabile su prenotrazione. Il costo del biglietto è di euro 10.00 (intero), euro 5.00 (ridotto), gratuito (per i cittadini dell'Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni e per gli studenti universitari muniti di libretto e documento di identità). Previsto anche il biglietto cumulativo (valido tre giorni), con accesso a cinque siti (Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale) al costo di euro 18.00 (intero) e euro 9.00 (ridotto).
Ercolano è raggiungibile:
- dall'autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Ercolano);
- con le linee Circumvesuviana Napoli-Sorrento e Napoli-Poggiomarino (via Pompei);
- con i treni Ferrovie dello Stato, da Napoli, fermata stazione Portici/Ercolano e prosieguo con la linea bus 176 dell¿ANM;
- in autobus da Napoli con la linea Anm 157 (da via Depretis a Napoli e per il rientro da via Alveo a Ercolano);
- via mare con il servizio Metrò del Mare (linea MM1 - fermata Ercolano - La Favorita).
Per prenotazioni: Tel. 081/7390963 o 081/8575347 o 081/8575331 - Fax 081/777716992
Scavi di Oplontis - Villa di Poppea
Il nome Oplontis deriva da un'antica mappa che, descrivendo la rete viaria all'epoca dell'Impero Romano, identificava con il toponimo Oplontis un agglomerato urbano situato tra i siti Pompei ed Ercolano. Su tale scorta, il termine Oplontis è stato utilizzato per contrassegnare una serie di rinvenimenti situati nel territorio dell'attuale città di Torre Annunziata: una villa residenziale (detta Villa di Poppea); una villa rustica (attribuita a L. Crassius Tertius e nota per il rinvenimento di ricche oreficerie); uno stabilimento termale posto nelle immediate vicinanze del litorale. Di questo trittico di ritrovamenti la Villa di Poppea è però l'unica visitabile. Splendido esempio di edificio residenziale romano, la villa presenta spettacolari decorazioni parietali e una ricca suppellettile scultorea costituita da copie romane di originali greci.
Il sito di Oplontis si trova a Torre Annunziata, in via Sepolcri, ed apre al pubblico tutti i giorni dalle 8.30 alle 17.00 (ore 15.30 ultimo ingresso) da novembre al 31 marzo. Da aprile e sino al 31 ottobre l'orario di apertura del sito è invece 8.30 - 19.30 (ore 18.00 ultimo ingresso).
I costi del biglietto sono: euro 5.50 valido un giorno (con accesso a tre siti: Oplontis, Stabia e Boscoreale); euro 2.75 (ridotto per i cittadini dell'Unione Europea di età tra i 18 e i 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali dell'Unione Europea, con incarico a tempo indeterminato); euro 20.00 valido tre giorni (con accesso a cinque siti: Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia e Boscoreale); euro 10.00 (ridotto per i cittadini dell'Unione Europea di età tra i 18 e i 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali dell'Unione Europea, con incarico a tempo indeterminato). Previsti sconti per studenti universitari muniti di libretto e di un valido documento di identità.
Il sito è raggiungibile: con il servizio ferroviario Circumvesuviana (Napoli-Sorrento, Napoli-Poggiomarino o Napoli-Torre Annunziata, con fermata alla stazione di Torre Annunziata ) o, in auto, dall'A3 Napoli-Salerno (uscita Torre Annunziata/Sud).
Per prenotazioni: Tel. 081/8575347 - Mail infopompei@tin.it
Scavi di Pompei
Il sito archeologico di Pompei è tra le testimonianze più significative e affascinanti dell'antica civiltà romana e si presenta come un eccezionale libro aperto sulla storia, sull'arte, sui costumi, sui mestieri e sulla vita quotidiana del glorioso passato campano-romano. La città è riemersa dal buio dei secoli così come era al momento in cui venne improvvisamente coperta da una spessa coltre di ceneri, lava e lapilli fuoriuscite con la violentissima eruzione del Vesuvio del 79 d.C. (cosidetta Pliniana). Meta "obbligatoria" per il turismo culturale in Campania, Pompei è visitabile anche di notte (per un massimo di 80 persone) seguendo un suggestivo itinerario costruito ad hoc e accompagnato da spettacolari filmati e dalla musica in surround di Ennio Morricone.
Il sito è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 08.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00) ed è raggiungibile in treno con le linee Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri) e Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei Santuario) oppure con la linea Trenitalia Napoli-Salerno (con fermata a Pompei); in bus con le linee Sita (da Napoli e Salerno), Cstp nr. 4 (da Salerno) e Cstp celere (in autostrada da Salerno); in auto da Napoli percorrendo l'A3 Napoli-Salerno (uscita svincolo Pompei/Ovest) o da Salerno (uscita svincolo Scafati/Pompei Est).
I costi dei biglietti sono: euro 10.00 (intero), euro 5.00 (ridotto). Per i cittadini dell'Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni l'entrata agli scavi è gratuita. Entrano gratis anche gli studenti universitari provvisti di libretto e documento di identità. Il costo per visita notturna è di euro 24.00 (intero) e di euro 21.00 (per minori di 18 anni o muniti di Arte Card).
Per prenotazioni: Fax 081/8507403 - Sito Web www.scavidipompei.it